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07/10/2022
Genius Loci, memoria e Cantieri Narranti, i progetti della Soprintendenza Speciale di Roma a Lubec
La Soprintendenza Speciale di Roma, diretta da Daniela Porro, a Lubec 2022 con un doppio progetto incentrato sulla narrazione delle attività di tutela del patrimonio culturale e del recupero della memoria connessa con il Genius Loci.
I due progetti, curati dall’Ufficio Patrimonio Culturale coordinato dall’architetto Alessandra Fassio, sono stati presentati in anteprima nell’ambito delle iniziative del Ministero della Cultura. Proprio Alessandra Fassio, insieme all’organizzatore culturale e produttore Bruno Restuccia, hanno illustrato la piattaforma VRBI che consente di immettere la memoria degli utenti pubblici e privati nei luoghi del territorio e di metterla in connessione. Nelle biblioteche e nelle banche dati presenti in rete si trova una parte della memoria e della cultura di Roma, il resto è ancora chiuso negli archivi, nelle case e nei ricordi di ciascuno di noi. VRBI lo rende finalmente disponibile a tutti. All’interno della piattaforma sarà possibile identificare qualsiasi luogo ed aprirvi virtualmente un “varco temporale”, uno spazio dove inserire e ritrovare contenuti relativi alla storia e all’esperienza del luogo. Dall’avvento del digitale, la memoria si è separata nettamente tra un prima ed un ora: la cultura degli archivi è isolata dalla vita contemporanea, che vive nel presente perpetuo dei social, mentre l’immenso archivio di storie, potenzialmente contenuto nei luoghi e costituito di dati, informazioni, esperienze, attende ancora di essere rivelato e condiviso a livello nazionale e internazionale.
Il luogo è il più comune e potente motore di memoria a nostra disposizione. La piattaforma VRBI sposta l’attenzione degli utenti della rete dal SOGGETTO che produce l’informazione al LUOGO e al TEMPO a cui si riferisce il TEMA trattato. Si crea così un sistema interattivo partecipativo che costituisce, attraverso i luoghi, una connessione con il patrimonio culturale di Roma, sia fisico che immateriale, per costruire lo spirito di appartenenza alla storia collettiva di cui tutti siamo parte.
Nella sala E è stato, invece, presentato il progetto di storytelling digitale Cantieri Narranti, una interazione tra materiale e immateriale per avvicinare un pubblico di non addetti ai lavori alle attività di conservazione e di tutela del patrimonio storico-artistico e architettonico della città eterna. Cantieri narranti è uno strumento di conoscenza rivolto ai visitatori, ai curiosi, ai passanti che attraversano le strade della città e si avvicinano ai luoghi di culto, ai monumenti, alle strade consentendo loro di immergersi negli spazi del restauro e dei grandi cantieri realizzati all’interno delle aree monumentali. I restauri diventano un luogo di partecipazione e di confronto tra le professionalità attive nel processo di recupero e di tutela e le persone comuni. Tanti sono i cantieri aperti, nel vero senso della parola, all’interno delle chiese, delle basiliche, la Soprintendenza ha attivato tanti interventi di restauro in loco. Le grandi opere d’arte non vengono trasferite negli appositi laboratori ma sono le chiese stesse a diventare spazi dell’intervento. In altri casi, sono cantieri spettacolari, ad alta quota, imponenti, con impalcature che raggiungono i 40 metri di altezza e si tratta di operazioni concentrate sui grandi capolavori del Barocco romano.
Raccontare il restauro e focalizzare i punti di interesse è il fulcro del progetto Cantieri narranti che si articola utilizzando la tecnologia e sviluppando un racconto legato alle professionalità che intervengono sul cantiere. Restauratori, architetti, storici dell’arte, maestranze saranno i protagonisti svelandosi davanti agli sguardi dei visitatori come un ologramma parlante. Uno strumento di narrazione coinvolgente e professionale che consentirà di avvicinare alle tematiche della tutela e della conservazione i cittadini comuni. Nell’ambito del focus sono state presentate due puntate pilota dedicate al restauro della Chiesa di Santa Maria in Vallicella illustrato da Alessandra Fassio e la nascita di un museo di prossimità, il Drugstore Museum narrato dal responsabile Alessio De Cristofaro con la partecipazione di Piermaria Iannotti.
Soprintendenza Speciale Archeologia
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