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02/07/2019
Archeologia preventiva e grandi opere, il caso emblematico della Metro C di Roma

L’archeologia preventiva nelle grandi opere pubbliche, con il caso specifico della Linea C della Metropolitana di Roma, ha costituito uno dei temi affrontati nell’ambito del corso di formazione “Dal primo intervento sullo scavo archeologico alla tutela. Problematiche e procedure”, promosso dalla Direzione Generale Educazione e Ricerca del Mibac.
La funzionaria archeologa Simona Morretta, della Soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma, ha guidato i corsisti nel cuore di quella che è l’archeologia preventiva attraverso l’esempio della realizzazione della Metro C di Roma. Da una parte, è stato messo in evidenza l’iter normativo alla base delle attività di scavo per poi entrare nella fase progettuale vera e propria. In particolare, la dottoressa Morretta ha messo in evidenza il fatto che tutte le indagini archeologiche siano state coordinate dalla Soprintendenza Speciale, che ha assunto il ruolo di Direzione scientifica delle attività, e che le strutture murarie e i reperti mobili rinvenuti nel corso delle indagini siano stati delocalizzati, messi in sicurezza  e conservati in depositi climatizzati con un obiettivo: ricollocarli nell’ambito della stessa opera della metropolitana per valorizzarli in situ.
Il cantiere dello scavo della Metro C di Roma si è rivelato una fucina di scoperte archeologiche straordinarie, tra le quali i castra rinvenuti nell’area della stazione Amba Aradam, con l’annessa Casa del Comandante, selezionata tra le cinque scoperte al mondo finaliste al premio indetto dalla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico nel 2018. Ma non basta, perché l’attività di ricerca nell’ambito dell’archeologia preventiva ha consentito di concretizzare la prima “archeostazione” di Roma, ovvero la stazione della Metro C di San Giovanni trasformata in un vero e proprio museo accessibile a tutti, in cui sono stati esposti i reperti riemersi nel corso della campagna di scavo. A seguito delle lezioni in aula, che si sono tenute nella giornata del 15 maggio, i corsisti hanno avuto la possibilità di vedere dal vivo l’attività di tutela e di valorizzazione durante una visita alla stazione-museo della Metro C di San Giovanni, effettuata il 22 maggio,  riproposta nel video che potete vedere a questo link realizzato a cura della Direzione Generale Educazione e Ricerca del Mibac.  
La Soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma ha contribuito al percorso formativo anche con un altro intervento dedicato invece alla “Archeologia preventiva in ambito privato: il cantiere di via del Babuino – via Margutta” illustrato dall’archeologa Marta Baumgartner e dall’assistente Massimo Todini.

Si ringrazia la Direzione Generale Educazione e Ricerca del Mibac per aver messo a disposizione l’audiovisivo.
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